L'archivio Ugo Bernasconi Zoom

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La pubblicazione di questo inventario risponde con sollecitudine alla promessa tacitamente fatta ad Eletta e Serena Marchi nel novembre del 2003, quando fu accolta la proposta di depositare presso la Scuola Normale il carteggio, i manoscritti, i libri con dedica appartenuti al padre e al nonno, con l’intento di rendere definitivo il deposito. Il saggio introduttivo, che è dedicato soprattutto ai Precetti, è intanto il primo frutto, appassionato quanto ben documentato, che nasce da questo atto generoso. Un atto degno dell’umanità, della moralità intellettuale del pittore e scrittore lombardo, quali emergono anche dalle pagine di Margherita d’Ayala Valva. Troppo spesso è accaduto che il lascito di un nucleo archivistico ‘contemporaneo’ sia rimasto per anni in attesa di catalogazione (come se fosse bisognoso di stagionatura), rinviandone il concreto utilizzo. Questo deposito è stato invece fatto proprio in vista di una sistemazione che ne rendesse immediato e più ampio possibile l’uso. L’occasione non ci sarebbe stata se Margherita d’Ayala Valva non avesse proposto di studiare gli scritti di Ugo Bernasconi per la sua tesi di perfezionamento (così si chiama in Normale il dottorato). E proprio in vista del loro riordino e della loro memorizzazione automatica, carte e libri sono stati depositati presso il Laboratorio delle arti visive. Per operazioni di tale natura anche una struttura quale la Scuola Normale, fortunatamente piccola se paragonata ai grandi atenei, ma non più piccola se la si confronta alle sue dimensioni passate, richiede articolazioni scientificamente specifiche e più agili, come appunto il Laboratorio delle arti visive. La donazione del fondo Bernasconi verrà ovviamente fatta alla Scuola, ma passa attraverso il lavoro di ricerca e ordinamento svolto in uno dei suoi laboratori. È un punto, questo, che va sottolineato. Non solo per dire che in fondo non è impossibile combinare assieme lavoro didattico, ricerca di prima mano e salvaguardia patrimoniale, soprattutto in un campo delicato e a rischio di dispersione come quello della storia più recente. Che è insomma augurabile che si possano ripetere altre esperienze di questo tipo, sulla scia avviata in campo storico-artistico con l’archivio Venturi. Ma ci sono altre cose da sottolineare: anche un piccolo organismo di ricerca dell’area ‘umanistica’ ha bisogno della strumentazione e del supporto dei moderni mezzi informatici; e tuttavia ogni laboratorio mantiene radici nella pratica didattica. Margherita d’Ayala Valva ha allestito un database delle carte Bernasconi tanto in funzione del proprio lavoro, quanto in vista di ogni futura interrogazione. Impostato grazie all’aiuto di Umberto Parrini, questo strumento, che fa tutt’uno con l’archivio, sarà presto messo in rete a cura del tecnico informatico del Laboratorio delle arti visive, Andrea Ficini. Pur nei limiti delle norme di legge in merito agli epistolari, potrà così essere comodamente reso di pubblico uso, com’è sempre stato fatto con gli strumenti informatici elaborati presso la Scuola Normale.

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Titolo L'archivio Ugo Bernasconi
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Editing/translation No
ISBN 7642-166-1
Anno di pubblicazione 2005
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Notes DOI 10.14657/7642-166-1.2016.05

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