Descrizione
Il Rinascimento è stato a lungo considerato il mito fondativo della civiltà moderna: l’epoca della rinascita dei classici, della riscoperta dei testi antichi, dell’armonia e della concordia. Una visione affermatasi già nel Quattrocento e consolidata nei secoli da grandi interpreti della cultura europea.
L’età nuova nasce dalla convinzione che questa immagine sia, appunto, un mito. L’opera propone una rilettura critica e documentata dell’Umanesimo e del Rinascimento, restituendone la complessità storica e il carattere profondamente drammatico. Lungi dall’essere un’età di serena armonia, il Rinascimento fu un periodo di trasformazioni radicali: la scoperta del Nuovo Mondo, la frattura dell’unità religiosa dell’Occidente, l’invenzione della stampa a caratteri mobili, l’evoluzione delle tecniche belliche che cambiarono il volto della guerra. E fu un’epoca attraversata da tensioni profonde: da un lato uno sguardo disincantato sulla realtà, dall’altro la costruzione di nuove utopie in ambito politico, artistico, filosofico e scientifico – dove convivevano saperi oggi separati come magia, astrologia e alchimia. In un contesto segnato da conflitti violenti e dalla progressiva decadenza politica dell’Italia, si sviluppò al contempo una intensa e quasi ossessiva aspirazione alla pace.
Attraverso un’analisi rigorosa e multidisciplinare, L’età nuova mette in luce le differenze sostanziali tra quell’epoca e ciò che definiamo ‘civiltà moderna’, distanziandosi consapevolmente dalle interpretazioni tradizionali e inaugurando una nuova stagione critica negli studi rinascimentali.
L’opera si articola in quattro volumi, contenenti 270 contributi e un apparato iconografico di 648 immagini. Il primo volume è dedicato alla storiografia; il secondo e il terzo ai protagonisti e ai grandi temi della cultura umanistica e rinascimentale; il quarto al rapporto tra Italia ed Europa in quei secoli cruciali.
Alla realizzazione del progetto hanno contribuito oltre 130 studiose e studiosi di primo piano, appartenenti a diverse generazioni e paesi, con un coinvolgimento significativo di giovani ricercatori e ricercatrici. Pur fondata su solide basi scientifiche, l’opera si rivolge anche a un pubblico più ampio, grazie a un linguaggio accessibile e al ricco apparato iconografico.
Per l’originalità dell’impianto interpretativo, l’ampiezza delle questioni affrontate e la qualità dei contributi raccolti, L’età nuova si propone come un punto di svolta negli studi sull’Umanesimo e sul Rinascimento, offrendo nuovi strumenti per comprendere non solo quel periodo decisivo, ma anche le radici profonde della storia europea e le trasformazioni che giungono fino al nostro presente.
