Descrizione
Il gaslighting è una forma di manipolazione che si esercita attraverso l’apparente esibizione di prove e ragionamenti. Chi ne è vittima è progressivamente indotto a dubitare di sé e a delegittimare il proprio punto di vista, fino a trovarsi in una condizione di dipendenza e subordinazione. Il volume affronta il fenomeno da una prospettiva filosofica, interrogandosi sulla dimensione sociale del ragionare, sull’autorità delle ragioni e sulla responsabilità di opporsi a forme di potere manipolative.
L’analisi mostra come l’efficacia di queste strategie dipenda in larga misura dal silenzio o dall’indifferenza degli astanti, che possono trasformarsi in complici della violenza oppure farsi mediatori di processi di emancipazione e riconoscimento. Attraverso l’esame di casi paradigmatici, il volume sostiene che l’approccio kantiano sia in grado di cogliere le dimensioni complesse, collettive e istituzionali del fenomeno meglio di quanto non facciano i recenti modelli di ontologia ed epistemologia sociale.
